L’alimentazione dei gattini

Prendersi cura dell’alimentazione di un gattino è fondamentale per garantirgli una crescita sana e vigorosa. Nei primi giorni di vita, i gattini si dedicano esclusivamente alla suzione del latte dai capezzoli della madre. In questa fase, è essenziale monitorare sia la madre, controllando che i capezzoli siano puliti e privi di incrostazioni o anomalie come rossori o dolore al tatto, sia i piccoli, verificando quotidianamente il loro aumento di peso.
È utile pesarli e identificarli, ad esempio con segni di colore differente, per individuare eventuali gattini che crescono meno e supportarli con poppate supplementari utilizzando latte artificiale specifico per felini. È cruciale somministrare latte adatto alla specie, come quello materno o un sostituto formulato per gatti. Il latte di altre specie, come quello vaccino o caprino, non è adeguato perché presenta una composizione nutrizionale diversa. Ad esempio, il latte vaccino è meno ricco di grassi ed energia rispetto al latte felino, poiché soddisfa le necessità di crescita di un vitello, che ha più tempo per svilupparsi rispetto a un gattino. Inoltre, il latte vaccino contiene un livello elevato di lattosio, che può provocare diarrea nei gattini, con il rischio di disidratazione e squilibri elettrolitici potenzialmente letali.
Anche ricette casalinghe non garantiscono un apporto nutrizionale adeguato e possono causare gli stessi problemi. Un passaggio importante nella crescita del gattino è lo svezzamento, che non dovrebbe iniziare prima delle 4-5 settimane di vita. Nei primi giorni, l’intestino del gattino è altamente permeabile per consentire l’assorbimento degli anticorpi presenti nel colostro e il latte prodotto dalla madre nei primi giorni dopo il parto. Durante questo periodo, il sistema digestivo del cucciolo è predisposto solo per accettare il latte e non è ancora pronto per alimenti diversi.
Svezzare un gattino troppo presto può comportare problemi immediati e futuri, tra cui lo sviluppo di reazioni avverse al cibo nell’età adulta, a causa di un sistema immunitario ancora non completamente formato. Dopo le 4-5 settimane, si può gradualmente introdurre del cibo solido, lasciando comunque al gattino la possibilità di continuare a nutrirsi con il latte materno. Con il progredire della crescita e la fine della lattazione da parte della madre, la frequenza dei pasti solidi aumenterà. Durante i primi mesi, il fabbisogno energetico e nutrizionale del gattino è elevato, quindi è fondamentale fornire una dieta bilanciata che eviti sia carenze che eccessi.
Monitorare il peso del gattino e farlo visitare regolarmente da un veterinario è una buona pratica per ricevere indicazioni sulle quantità di cibo da somministrare. È importante evitare sia carenze che un eccesso calorico, che potrebbe portare a sovrappeso o obesità. Con il passaggio all’età adulta, le esigenze energetiche del gatto si riducono e vanno poi valutate in base al suo livello di attività fisica e al suo stato riproduttivo.