Il gatto ed i cibi

Il gatto è un mammifero noto per la sua spiccata personalità e per comportamenti che lo distinguono nettamente da altre specie. Queste peculiarità si riflettono anche nelle sue abitudini alimentari, rendendolo un animale dal gusto particolarmente esigente. Poiché privo di papille gustative capaci di percepire il sapore dolce, il gatto generalmente non mostra una predilezione per i carboidrati nella sua dieta. Per risultare appetibile, il cibo deve contenere un elevato quantitativo di proteine animali, necessarie a soddisfare il suo fabbisogno fisiologico, che è superiore rispetto a quello di molte altre specie.
I gatti associano odori e sapori del cibo a specifiche circostanze, per cui tendono a rifiutare gli alimenti offerti in contesti che considerano stressanti, come soggiorni in clinica, cambiamenti di abitazione, o l’introduzione di nuovi animali o persone nel loro ambiente. Anche la temperatura del cibo gioca un ruolo cruciale nella sua accettazione: un pasto servito intorno ai 38 gradi risulta più appetibile. Questa temperatura corrisponde non solo a quella delle prede naturali del gatto, come i topi, ma anche al punto in cui i grassi contenuti nel cibo rilasciano maggiormente il loro aroma. Oltre agli ingredienti, i gatti valutano il cibo in base alla sua consistenza e forma.
Alcuni preferiscono esclusivamente alimenti secchi, altri optano per quelli umidi o una combinazione di entrambi. La selettività felina, però, va oltre il semplice grado di umidità: ci sono gatti che prediligono croccantini di una certa forma o consistenza e altri che scelgono specifici tipi di cibo umido, come il paté rispetto ai bocconcini di carne o pesce. I proprietari, ben consapevoli di queste preferenze, cercano costantemente prodotti che possano soddisfare il gusto del loro micio, garantendo che nella ciotola ci sia sempre qualcosa di invitante e gradito.